AI fisica in fabbrica: cosa insegna la Cina alla manifattura italiana

AI fisica e robot umanoidi: i dati 2026 su Cina e Asia, cosa cambia per le aziende italiane e una mappa dei compiti da compilare per decidere da dove partire.

Chi ha girato una fiera dell'automazione nell'ultimo anno ha visto almeno un robot umanoide camminare fra gli stand. E la domanda che ci sentiamo fare più spesso da chi guida un'azienda manifatturiera è sempre quella: quando arriverà nel mio capannone, e devo muovermi adesso?

Per rispondere siamo andati a guardare dove questa industria corre più veloce: la Cina, con uno sguardo a Giappone, Corea e Singapore. Abbiamo raccolto i dati della Federazione internazionale della robotica, delle società di analisi, dei ministeri asiatici ed europei e delle fabbriche che hanno reso pubblici i loro risultati, e li abbiamo letti con gli occhi di un'azienda italiana. Diciamo dove i dati sono solidi, dove sono pochi e dove la conclusione è nostra.

In fondo trovate uno strumento, la mappa dei compiti, per capire quali lavorazioni della vostra azienda sono pronte per un robot oggi e quali conviene seguire nei prossimi anni.

Cos'è l'AI fisica e perché se ne parla proprio adesso?

L'AI fisica è l'intelligenza artificiale che governa un corpo: un robot che impara un compito da esempi e dati e lo adatta quando il pezzo o la posizione cambiano. Gli studiosi la chiamano anche intelligenza incarnata. Il cuore tecnico sono i modelli visione-linguaggio-azione: ricevono le immagini delle telecamere e un'istruzione a parole, e restituiscono i movimenti di bracci e mani.

Il salto degli ultimi due anni sta nella quantità di dati. AgiBot, azienda di Shanghai, ha pubblicato con un gruppo di ricercatori una raccolta di oltre un milione di dimostrazioni registrate su 100 robot reali, per 217 compiti diversi (AgiBot World Colosseo, 2025). A luglio 2026 Xiaomi ha descritto un modello addestrato su oltre 100.000 ore di movimenti reali, raccolti con pinze portatili impugnate da persone, senza un robot di mezzo (Xiaomi-Robotics-1, 2026).

Per produrre questi dati la Cina ha aperto veri centri di addestramento. Nel distretto di Shijingshan, a Pechino, 100 robot si allenano da ottobre 2025 su oltre 10.000 metri quadrati che riproducono negozi e magazzini, e ogni robot genera circa quattro ore di dati al giorno (People's Daily, aprile 2026). Gli operatori li guidano a distanza, anche con esoscheletri (Global Times, luglio 2026).

Il Giappone segue la stessa strada con dati condivisi: l'associazione AIRoA ha pubblicato ad agosto 2026 circa 5.000 ore di dati di movimento su 68 tipi di compito, con il sostegno del programma pubblico GENIAC dei ministeri giapponesi (AIRoA, 2026).

Più dati, robot più versatili. È la stessa dinamica che ha fatto crescere i modelli linguistici, applicata alle mani.

Attenzione al dato. I risultati dei modelli vengono da prove condotte dagli stessi autori. Indicano bene la direzione; la resa su una linea vera si misura solo in fabbrica.

Quanti robot lavorano davvero, in Cina e nel mondo?

Nel 2025 nel mondo sono stati installati oltre 600.000 robot industriali, l'11% in più dell'anno prima, e il parco in funzione ha raggiunto i 5 milioni di unità (IFR, World Robotics 2026). La Cina da sola ne ha installati 354.000, il 59% del totale, e il 55% di questi porta un marchio cinese (IFR, World Robotics 2026). Seguono Stati Uniti, Giappone con 36.219 unità e Corea con 30.000; in Europa la Germania resta il primo mercato e l'Italia il secondo, con circa 7.800 robot (stessa fonte).

La densità robotica completa il quadro. La Corea ha 1.220 robot ogni 10.000 addetti della manifattura, Singapore 818, la Germania 449 e il Giappone 446; la media dell'Unione europea è 231 e la Cina è a 166, dopo che l'IFR ha ricalcolato il dato con le nuove statistiche cinesi sull'occupazione (IFR, aprile 2026). I valori si riferiscono al 2024. La nostra lettura: la Cina installa più di tutti perché ha moltissimi addetti da affiancare, e la strada che le resta è lunga.

Gli umanoidi sono un mondo molto più piccolo. Nel primo semestre 2026 ne sono stati spediti oltre 22.000, quasi quattro volte quelli di un anno prima, e la società di analisi Counterpoint ne prevede oltre 50.000 per l'intero anno (Counterpoint Research, agosto 2026). I primi cinque produttori sono cinesi: AgiBot con circa 9.700 unità, Unitree con oltre 7.000, poi Galbot, UBTech e Leju (stessa fonte).

Per chi fa manifattura il dato più utile è la destinazione. Oltre il 60% degli umanoidi va in intrattenimento, ricerca e produzione di dati, il 19% in servizi e accoglienza, il 13% in manifattura e il 5% in magazzino e logistica (Counterpoint Research, agosto 2026). Le stime delle diverse società di analisi variano di qualche migliaio di unità. Il centro studi europeo MERICS stima per il 2025 circa 12.800 umanoidi prodotti in Cina, il 90% del totale mondiale (MERICS, aprile 2026).

L'IFR stessa invita alla calma: si aspetta la commercializzazione degli umanoidi verso la fine del piano quinquennale cinese, nel 2030, e nessuna adozione di massa in fabbrica nel breve e medio periodo (IFR, maggio 2026).

Cosa fanno oggi i robot che imparano nelle fabbriche cinesi?

Svolgono compiti singoli e ben delimitati, con risultati che le aziende stesse misurano e rendono pubblici.

Nella base di Ningde del gruppo CATL, il robot S1 di Galbot, a due braccia e pensato per i carichi pesanti, ha superato il collaudo a marzo 2026 e da allora movimenta materiali sulle linee di moduli e pacchi batteria, giorno e notte, secondo il comunicato di CATL (CATL, ripreso da Gasgoo, giugno 2026). Le due aziende hanno firmato un accordo per estenderne l'uso e farlo rientrare nell'assistenza tecnica di CATL. In precedenza CATL aveva affidato a un altro robot, Xiaomo di Spirit AI, il collaudo funzionale dei pacchi batteria a fine linea nello stabilimento di Luoyang (CATL, ripreso da CnEVPost, dicembre 2025).

Nella fabbrica di auto elettriche di Xiaomi un umanoide ha montato dadi autofilettanti su due lati con un successo del 90,2%, in 76 secondi a ciclo, per tre ore di lavoro autonomo continuo, secondo i dati diffusi da Xiaomi Auto (Xiaomi Auto, ripreso da ChinaEVHome, marzo 2026). I 76 secondi corrispondevano al tempo ciclo più stretto richiesto da quella stazione.

Nel tessile, l'azienda Aitu dello Zhejiang usa robot per separare, sollevare e allineare pezzi di tessuto, e dichiara il 97% di successo nella separazione e un ritorno dell'investimento in circa 18 mesi (Xinhua, luglio 2026). Sulla linea di componenti per cinture di sicurezza di un fornitore dell'auto, un robot G2 fa la maschiatura di pezzi in alluminio in appena 12,9 secondi a ciclo, contro i circa 18 di un operatore (Xinhua, luglio 2026). UBTech, di Shenzhen, lavora soprattutto con clienti dell'auto e dell'elettronica e ha alzato la sua previsione 2026 a 5.000 umanoidi Walker S consegnati (Counterpoint Research, agosto 2026).

I produttori stessi indicano il limite. Lou Lingtong, direttore generale di Aitu, spiega a Xinhua che i robot eseguono bene singoli passaggi e che un intero flusso produttivo richiede ancora le persone; prevede un periodo 2026-2028 dedicato a convalidare i singoli processi e un impiego coordinato su più compiti fra il 2028 e il 2030 (Xinhua, luglio 2026). Le difficoltà dichiarate: materiali flessibili, riflessi e polvere che disturbano la percezione, usura e calore nel lavoro continuo, mancanza di interfacce e norme di sicurezza comuni.

Attenzione al dato. Percentuali di successo, tempi ciclo e ritorni dell'investimento sono dati delle aziende, riportati da agenzie di stampa e testate di settore. Nessuno è stato verificato da terzi.

Questa è una nostra lettura: i casi che funzionano oggi hanno tre tratti in comune. Pezzi abbastanza simili fra loro, un compito che si ripete per ore, una persona vicina pronta a intervenire. Sono le stesse condizioni in cui un'azienda italiana può partire subito, con robot più semplici.

Dove nasce questa industria in Cina, e chi la finanzia?

Nasce in una manciata di poli urbani, sostenuti da una politica nazionale che dal 2026 mette l'intelligenza incarnata fra le priorità del 15° piano quinquennale (IFR, maggio 2026).

  • Pechino. Nella zona di sviluppo di Yizhuang lavorano oltre 300 aziende di robotica, con una filiera che vale più di 10 miliardi di yuan (People's Daily, febbraio 2026).
  • Shanghai. AgiBot ha fatto uscire dalla sua linea il robot numero 10.000 a marzo 2026, circa tre mesi dopo il numero 5.000 (AgiBot, marzo 2026).
  • Hangzhou e lo Zhejiang. Qui ha sede Unitree, che secondo il suo prospetto di quotazione nel 2025 ha spedito oltre 5.500 umanoidi e ha fatturato circa 1,7 miliardi di yuan; a luglio 2026 l'autorità di vigilanza cinese ne ha approvato la quotazione sul mercato STAR di Shanghai (Borsa di Shanghai, da Global Times, agosto 2026).
  • Shenzhen. Sede di UBTech e Leju; il piano d'azione cittadino 2025-2027 punta a oltre 1.200 imprese legate ai robot a intelligenza incarnata (piano di Shenzhen, riportato da Yicai, marzo 2025).
  • Guangzhou. XPeng, nata come casa automobilistica, ha avviato a settembre 2026 la linea del suo umanoide IRON, con oltre l'80% dei processi automatizzati (XPeng, settembre 2026).

Lo Stato orienta e paga. A febbraio 2026 il comitato tecnico del ministero dell'industria cinese ha pubblicato il primo sistema di norme nazionali su umanoidi e intelligenza incarnata, con oltre 120 enti coinvolti e un elenco di 52 norme (SESEC, aprile 2026). A giugno 2026 lo stesso ministero e l'ente che controlla le aziende di Stato hanno lanciato un programma di addestramento in scenari reali: entro fine anno chiede oltre 100 scenari di applicazione e una capacità di impiego dell'ordine di 10.000 unità (avviso congiunto dei due enti, giugno 2026). MERICS conta un fondo nazionale e tre fondi regionali per 1.000 miliardi di yuan in vent'anni, circa 120 miliardi di euro, e sussidi locali fino al 30% dei progetti di automazione (MERICS, aprile 2026).

Tanta spinta ha un prezzo. Lo stesso centro studi registra una guerra dei prezzi fra i produttori di umanoidi, l'avvertimento della commissione nazionale di pianificazione su una possibile sovracapacità e molte dimostrazioni pubbliche preprogrammate o guidate a distanza (MERICS, aprile 2026). Per chi compra, la conseguenza pratica è un listino in discesa rapida.

Se volete capire dove la manifattura italiana compete meglio con quella cinese, l'abbiamo raccontato in Made in Italy contro efficienza cinese.

Cosa fanno Giappone, Corea e Singapore?

Puntano su ciò in cui sono più forti: componenti di precisione, densità robotica altissima, programmi mirati alle fabbriche.

Le giapponesi THK e NSK, insieme alla tedesca Schaeffler, forniscono circa il 90% delle viti a ricircolo di sfere speciali che danno agli umanoidi i movimenti di precisione (MERICS, aprile 2026). Sui dati, AIRoA, Toyota e l'istituto pubblico AIST hanno pubblicato a giugno 2026 un'interfaccia comune per raccogliere dimostrazioni (AIST, giugno 2026).

La Corea ha la densità robotica più alta al mondo, 1.220 robot ogni 10.000 addetti (IFR, aprile 2026). La sua alleanza nazionale per gli umanoidi, nata nell'aprile 2025, prevede oltre 1.000 miliardi di won di investimenti entro il 2030 (Korea.net, aprile 2025). A marzo 2026 il ministero dell'industria ha messo al centro dati di addestramento, componenti nazionali e prove in fabbrica, per entrare fra i primi tre paesi al mondo (MOTIR, marzo 2026).

Singapore ha stanziato a ottobre 2026 oltre 45 milioni di dollari di Singapore in tre anni per offrire alle piccole aziende manifatturiere soluzioni di AI pronte, dalla pianificazione della produzione alla manutenzione predittiva, e ha lanciato una sfida nazionale sull'AI fisica in fabbrica (Ministero del Commercio e dell'Industria di Singapore, ottobre 2026).

La lezione, per come la leggiamo noi: ogni paese presidia il pezzo di filiera in cui eccelle. L'Europa ha il suo nei componenti, nella meccanica di precisione e nella sicurezza delle macchine.

Cosa cambia per l'Europa e per le aziende italiane?

L'AI fisica è già entrata nelle fabbriche europee, e l'Italia parte da una diffusione della robotica più ampia di quanto spesso si pensi.

A Lipsia BMW usa da dicembre 2025 AEON, un umanoide su ruote della svizzera Hexagon Robotics, per portare materiali alla linea di assemblaggio delle batterie ad alta tensione; il progetto pilota è entrato a pieno regime nell'estate 2026 (BMW Group, settembre 2026). Secondo TechNode, XPeng ha annunciato la promozione del suo umanoide in Europa dalla seconda metà del 2027 (TechNode, ottobre 2026). In Italia Generative Bionics, nata dalle ricerche dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, ha raccolto 70 milioni di euro a dicembre 2025 con il fondo per l'intelligenza artificiale di CDP Venture Capital come investitore principale (IIT, dicembre 2025).

L'Italia ha installato 7.824 robot industriali nel 2025 ed è il secondo mercato dell'Unione, con il 13% delle installazioni; il primo cliente è l'industria dei metalli, con il 29% (IFR, settembre 2026; grafico IFR). L'anno è stato debole per tutta l'Unione, dove le installazioni sono scese dell'11% a 60.500 unità, e l'auto, primo settore cliente in Europa, ha perso il 25% (IFR, settembre 2026). Per densità robotica l'Italia è fra i primi 20 paesi al mondo, in un'Unione che ha in media 231 robot ogni 10.000 addetti (IFR, aprile 2026).

Le piccole aziende italiane usano robot più delle tedesche. Nel 2022, ultimo anno disponibile, usava robot industriali o di servizio il 6,9% delle imprese italiane fra 10 e 49 addetti, contro il 4,6% della media europea e il 3,5% della Germania; fra 50 e 249 addetti la quota italiana sale al 19,4%, contro il 12,0% europeo (Eurostat, tabella isoc_eb_p3d). Il dato conta le imprese che usano almeno un robot: misura quanto l'automazione è diffusa nel tessuto produttivo.

Sull'intelligenza artificiale il passo è più lento. Nel 2025 la usa il 15,7% delle piccole e medie imprese con almeno 10 addetti, contro il 53,1% delle grandi (ISTAT, Imprese e ICT 2025). Fra le imprese che la usano, il 5,9% la impiega per il movimento fisico delle macchine; fra quelle che non la usano, il 58,6% indica come primo ostacolo la mancanza di competenze (stessa fonte). Ne abbiamo parlato anche nella nostra guida all'AI per le piccole aziende.

In Italia la domanda vera riguarda le persone. Per ottobre 2026 le imprese prevedevano oltre 539.000 entrate e si aspettavano difficoltà a trovare il 43,6% dei profili cercati; 156.000 entrate, il 29%, riguardavano operai specializzati, e per alcune lavorazioni manifatturiere la quota difficile da trovare arriva all'83,1% (Unioncamere e Ministero del Lavoro, Excelsior, ottobre 2026).

Messi insieme, questi numeri dicono una cosa pratica, ed è una nostra lettura: in Italia l'AI fisica entrerà prima come risposta alla mancanza di persone, nei compiti faticosi e ripetitivi, e poi come leva di produttività.

Quali regole e quali incentivi valgono fra il 2026 e il 2028?

Tre date e un incentivo bastano per orientarsi.

  • 20 gennaio 2027. Si applica il Regolamento (UE) 2023/1230 sulle macchine, che sostituisce la direttiva macchine. Le macchine con un comportamento che evolve grazie all'apprendimento automatico e che svolgono funzioni di sicurezza richiedono la valutazione di un organismo notificato, e l'analisi dei rischi deve considerare anche l'evoluzione prevista del comportamento della macchina (testo consolidato, EUR-Lex).
  • 2 dicembre 2027. Con il Regolamento (UE) 2026/1744, in vigore dal 27 luglio 2026, partono gli obblighi del regolamento europeo sull'AI per i sistemi ad alto rischio elencati nell'Allegato III.
  • 2 agosto 2028. Partono gli obblighi per i sistemi di AI inseriti in prodotti regolati, come le macchine, insieme ai requisiti di sicurezza per l'AI che la Commissione aggiungerà al Regolamento macchine con atti delegati (stessa fonte). Le piccole e medie imprese possono presentare una documentazione tecnica semplificata e hanno accesso prioritario agli spazi di sperimentazione normativa europei.

Gli obblighi principali ricadono su chi costruisce e immette sul mercato la macchina. Chi compra fa bene a chiedere per iscritto la conformità al nuovo regolamento.

L'incentivo è l'iperammortamento. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 al posto dei crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0, oggi sta nell'articolo 364 del nuovo testo unico delle imposte sui redditi: per gli investimenti fatti fra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028, il costo dei beni strumentali nuovi e interconnessi si maggiora del 180% fino a 2,5 milioni di euro di investimento (testo unico delle imposte sui redditi, art. 364). Le comunicazioni sulla piattaforma del GSE sono aperte dal 12 giugno 2026 (MIMIT, decreto direttoriale, giugno 2026).

Robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot rientrano fra i beni dell'allegato E dello stesso testo unico (testo unico, allegato E). Verificate sempre il caso concreto con chi segue la vostra fiscalità. Per finanziare l'acquisto c'è anche la Nuova Sabatini.

A livello europeo, la strategia Apply AI dell'ottobre 2025 prevede centri dove verificare e qualificare le abilità dei robot, con il primo progetto pilota nel polo di prova europeo per la manifattura, e finanziamenti dedicati alla manifattura avanzata (Commissione europea, 2025).

La mappa dei compiti: quali lavori affidare a un robot, e quando

La mappa dei compiti dà un punteggio a ogni lavorazione ripetitiva della vostra azienda e vi dice se è pronta per un robot oggi o se conviene seguirla nei prossimi anni. Prendete un compito alla volta, per esempio il carico di una pressa, la pallettizzazione o il controllo visivo, e rispondete a cinque domande con un punteggio da 0 a 2.

Prima della mappa, un controllo. Segnate per ogni compito se tempi, quantità e scarti sono già registrati. Senza questi numeri nessun robot si giustifica, e nessun robot che impara si addestra.

Priorità: quanto vi pesa il compito [TABELLA]

  1. Ripetizione. 0 se il compito cambia ogni giorno; 1 se si ripete per qualche ora; 2 se occupa interi turni.
  2. Fatica e rischio. 0 se è leggero; 1 se è faticoso; 2 se è pesante, sporco o pericoloso.
  3. Difficoltà a trovare persone. 0 se il posto si copre in fretta; 1 se servono mesi; 2 se resta scoperto.

Varietà: quanto deve capire il robot [TABELLA]

  1. Pezzi e posizioni. 0 se sono sempre uguali; 1 se ci sono poche famiglie di pezzi; 2 se cambiano quasi ogni volta.
  2. Giudizio. 0 se non serve; 1 se serve un controllo visivo; 2 se servono decisioni continue.

Come leggere il risultato

  • Priorità da 4 a 6, varietà da 0 a 1. Il compito è pronto oggi per un robot industriale o collaborativo tradizionale, con l'iperammortamento.
  • Priorità da 4 a 6, varietà da 2 a 4. È il terreno dell'AI fisica. Preparate i dati adesso e valutate un progetto pilota dal 2027, quando arriveranno in Europa macchine conformi al nuovo Regolamento.
  • Priorità da 0 a 3. Lasciate il compito alle persone e riguardatelo fra un anno.

Le righe con priorità alta e nessun dato registrato sono quelle da cui partire: lì perdete ore ogni settimana senza poterlo misurare.

Chi lo fa già in Italia, e cosa insegna?

Due aziende italiane mostrano le due strade della mappa: Ri-Me lavora oggi con un robot a cui gli operai insegnano il compito, Fincantieri prova con Generative Bionics un umanoide per un lavoro molto più vario.

Ri-Me, Fontaniva (Padova). Ri-Me fa sabbiatura e verniciatura di pezzi metallici per i suoi clienti. Per le serie di pezzi piccoli e medi usa un impianto di verniciatura robotizzato, a liquido e a polveri: la produzione si pianifica con una simulazione in realtà virtuale e, nella cabina di autoapprendimento, gli operai "insegnano" al robot il passaggio di verniciatura, che il robot ripete poi su tutti i pezzi della serie (Ri-Me, servizi). I pezzi grandi, fino a 18 metri, restano nelle cabine manuali (Ri-Me). Nostra lettura: è la mappa applicata bene. Il compito con molta ripetizione e poca varietà va al robot, quello con pezzi sempre diversi resta alle persone, e l'abilità del verniciatore diventa il programma della macchina. Insegnare con l'esempio è anche il principio da cui partono i robot che imparano.

Fincantieri e Generative Bionics, Sestri Ponente (Genova). Qui il compito ha varietà alta: la saldatura navale, in un cantiere complesso dove il robot deve muoversi da solo. Il programma dura quattro anni e prevede un umanoide con intelligenza artificiale, visione per controllare il cordone di saldatura e una locomozione adatta al cantiere, al lavoro accanto alle persone; le prime prove in cantiere sono previste entro la fine del 2026 (Fincantieri, febbraio 2026). Fincantieri lega il progetto alla carenza di manodopera specializzata e ai lavori più ripetitivi, gravosi o scomodi (stessa fonte).

I due casi hanno un punto in comune: partono da un compito preciso e da chi lo sa fare, prima che dalla macchina.

Da dove iniziare nei prossimi dodici mesi?

  1. Compilate la mappa dei compiti con i capireparto, su almeno dieci lavorazioni. Bastano due ore.
  2. Misurate. Tempi, quantità e scarti dei compiti con priorità alta. Perché i numeri contano più delle impressioni, l'abbiamo scritto in La cultura del dato che manca alle aziende italiane.
  3. Partite dai compiti pronti oggi, con robot industriali o collaborativi e gli strumenti di finanziamento in vigore.
  4. Scegliete chi seguirà i robot e formatelo su manutenzione e messa a punto. È il ruolo che crescerà di più.
  5. Segnate in agenda il 20 gennaio 2027 e il 2 agosto 2028, e chiedete a ogni fornitore come rispetta le nuove regole.
  6. Raccontate come lavorate. Una fabbrica che automatizza con metodo ha una storia forte per clienti e candidati. È il lavoro che facciamo con le aziende manifatturiere: lo trovate su /industria, e se volete partire da un confronto, scriveteci.

Il vantaggio va a chi prepara i compiti

La Cina ha scelto di correre, con soldi pubblici, poli dedicati e milioni di ore di dati. Gli umanoidi che ne escono oggi fanno singoli compiti con buoni risultati, e i produttori stessi collocano verso il 2030 il passaggio a linee intere. È un tempo utile, e conviene usarlo.

Le aziende italiane partono da una robotica già diffusa, da una meccanica di precisione che serve anche ai robot degli altri e da un bisogno chiaro di persone. Chi oggi misura i propri compiti, sceglie i primi da automatizzare e forma chi seguirà le macchine sarà pronto quando l'AI fisica arriverà sul mercato europeo con le regole nuove. Il vantaggio va a chi prepara i compiti.

Domande frequenti

Quando arriveranno i robot umanoidi nelle fabbriche italiane?

In Europa sono già in prova: BMW usa un umanoide a Lipsia dal dicembre 2025 (BMW Group). La Federazione internazionale della robotica si aspetta la commercializzazione verso il 2030 e nessuna adozione di massa nel breve periodo (IFR). Per un'azienda italiana il periodo 2027-2028 è quello giusto per i primi progetti pilota, quando valgono le nuove regole europee sulle macchine.

Quanto costa un robot umanoide oggi?

I prezzi scendono in fretta. Secondo MERICS un umanoide cinese completo costa fra 300.000 e 500.000 yuan, mentre il piccolo Unitree G1 parte da circa 11.650 euro (MERICS). L'italiana Generative Bionics punta a 70.000-90.000 euro per le configurazioni industriali di riferimento, ha detto il suo amministratore delegato Daniele Pucci in un'intervista (LaPresse). Al prezzo vanno aggiunti integrazione, sicurezza e formazione.

Che differenza c'è fra un robot collaborativo e un robot con AI fisica?

Un robot collaborativo esegue movimenti programmati e lavora in sicurezza accanto alle persone. Un robot con AI fisica impara il compito da dimostrazioni e dati e si adatta quando cambiano i pezzi o la posizione. Il primo è maturo e incentivato oggi; il secondo è in prova nelle fabbriche cinesi su compiti singoli (Xinhua).

Quali regole devo conoscere se compro un robot che apprende?

Dal 20 gennaio 2027 si applica il nuovo Regolamento macchine, che chiede la valutazione di un organismo notificato per le macchine con comportamento che evolve e funzioni di sicurezza. Dal 2 agosto 2028 valgono gli obblighi del regolamento europeo sull'AI per i sistemi inseriti nelle macchine (Regolamento (UE) 2026/1744). Gli obblighi principali sono del costruttore; a voi conviene chiedere la conformità per iscritto nell'offerta.

Posso usare l'iperammortamento per comprare un robot?

Sì, se il robot è nuovo, interconnesso al vostro sistema di produzione e installato in uno stabilimento italiano. Per gli investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 il costo si maggiora del 180% fino a 2,5 milioni di euro, con le comunicazioni sulla piattaforma del GSE (testo unico delle imposte sui redditi, art. 364). Verificate i requisiti del vostro caso con chi segue la vostra fiscalità.

Fonti

  1. Five Million Robots now Operate in Factories Globally. International Federation of Robotics, World Robotics 2026, 2026.
  2. Robot Density Surges in Europe, Asia, and Americas. International Federation of Robotics, 2026.
  3. La Cina mette i robot con AI al centro della strategia nazionale (titolo originale in inglese). International Federation of Robotics, 2026.
  4. European Union's Industrial Robot Stock Hits Record 700,000 Units e grafico sui 10 maggiori mercati dell'UE. International Federation of Robotics, 24 settembre 2026.
  5. 3D printing and robotics by size class of enterprise (isoc_eb_p3d). Eurostat, dati 2022, aggiornamento 2025.
  6. Imprese e ICT, anno 2025. ISTAT, comunicato stampa, 2025.
  7. Lavoro: 539mila entrate programmate dalle imprese a ottobre. Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, comunicato stampa, 19 ottobre 2026.
  8. Embodied AI: China's ambitious path to transform its robotics industry. Wendy Chang, Rebecca Arcesati, Altynay Junusova, MERICS Report, 2026.
  9. Regolamento (UE) 2023/1230 relativo alle macchine, testo consolidato al 27 luglio 2026. Parlamento europeo e Consiglio, EUR-Lex, 2026.
  10. Regolamento (UE) 2026/1744 (Omnibus digitale sull'AI). Parlamento europeo e Consiglio, Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 24 luglio 2026.
  11. Strategia Apply AI: accelerare la robotica con AI in Europa (titolo originale in inglese). Commissione europea, Apply AI Alliance, 2025.
  12. Testo unico delle imposte sui redditi, art. 364 e allegato E. Decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117, Normattiva.
  13. Decreto direttoriale di apertura della piattaforma per l'iperammortamento. Ministero delle Imprese e del Made in Italy, 11 giugno 2026.
  14. First humanoid robot introduced in Plant Leipzig. BMW Group, 2026.
  15. Born from IIT, Generative Bionics raises €70 million to build a new generation of intelligent "Made in Italy" humanoid robots. Istituto Italiano di Tecnologia, 9 dicembre 2025.
  16. Fincantieri e Generative Bionics avviano una partnership industriale per lo sviluppo di un robot umanoide saldatore destinato ai cantieri navali. Fincantieri, comunicato stampa, 11 febbraio 2026.
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  18. Tutti i record di GENE.01. Margherita Lopes, LaPresse, intervista a Daniele Pucci, 2026.
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  20. China's humanoid robots face their real test on the factory floor. Xinhua, 2026.
  21. Avviso sul programma 2026 di addestramento in scenari reali per umanoidi e intelligenza incarnata (工信厅联科函〔2026〕256号). Ministero dell'industria e dell'informatica e Commissione per le aziende di Stato, 9 giugno 2026, testo integrale ripreso da NCSTI.
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  39. MOTIR Maps Out the Future of K-Humanoid Robotics. Ministero del Commercio, dell'Industria e delle Risorse della Corea, 2026.
  40. Discorso di apertura del ministro di Stato Gan Siow Huang a ITAP 2026. Ministero del Commercio e dell'Industria di Singapore, 21 ottobre 2026.
A cura di
La redazione di Markevia

Ogni approfondimento parte dalle fonti originali, citate per esteso in fondo al testo. Pubblicato il 02 nov 2026.