Comuni
Che rinnovano il centro e cercano un'identità riconoscibile.
Lavoriamo con comuni, consorzi e associazioni che vogliono far crescere il proprio territorio: portiamo alla luce le persone, le storie e l'eccellenza che lo abitano, e costruiamo la casa comune da cui crescere, esportare, durare.
Costruiamo progetti territoriali con chi rappresenta il territorio. Le piccole imprese aderiscono dopo, gratuitamente.
Che rinnovano il centro e cercano un'identità riconoscibile.
Che condividono storia, filiere e vita quotidiana.
Che vogliono raccontare la filiera oltre l'etichetta.
In cerca di una seconda vita dopo gli anni difficili.
Che producono qualità globale e restano invisibili in casa.
Che proteggono mestieri, formano apprendisti, custodiscono competenze.
Lo stato del progetto oggi: pilota attivo, cantiere aperto su 17 distretti, una struttura che cresce.
piccole imprese protagoniste già con scheda dedicata, prima esperienza di voce pubblica.
distretti del commercio in lavorazione sul portale, dalle prime mappature alle prime storie.
tipologie: commercio, manifattura, filiere DOP, consorzi di tutela.
casa comune pubblica, costruita per durare oltre i bandi e i cicli di finanziamento.
La piazza, le botteghe, le filiere agricole, i laboratori artigiani smettono di essere "il solito posto". Chi ci è nato ricorda perché ci è rimasto. Chi è andato via trova un motivo per tornare. Chi non ci era mai stato sceglie di passarci.
Il fornaio sa che l'erboristeria a duecento metri esiste e manda i clienti. L'officina di precisione scopre il fornitore di stampi a tre chilometri da casa. Il passaparola si organizza, prende forma, attraversa settori che non si parlavano.
Officine di precisione, manifatture di componenti, laboratori che lavorano per marchi globali: il motore economico reale del territorio, spesso il più invisibile. Raccontarlo significa attrarre talento tecnico, legittimare investimenti, dare un nome al lavoro che esporta qualità italiana nel mondo.
Le storie attirano clienti, ma anche apprendisti, ingegneri, partner industriali, capitali. Innovazione, automazione, sostenibilità e ricerca ostinata della qualità non sono in contrasto con la tradizione: sono il modo in cui la tradizione resta competitiva sul mercato globale.
Sei voci compongono il pacchetto territoriale. La settima è il ponte verso Markevia: tre mesi di Fondamenta inclusi per ogni protagonista nominato.
Scheda ufficiale per ogni protagonista, parte di una mappa più grande.
Voce, posizionamento, racconto delle origini.
Una scheda per ogni piccola impresa, lavorata a mano.
Riprese, montaggio, formati corti e lunghi.
Sui canali dove vive la comunità del territorio.
Aperti a richieste specifiche del committente.
Markevia attiva presenza Google Maps, recensioni e visibilità locale subito dopo la pubblicazione della scheda. Inclusi nel canone del progetto, attivi dal giorno uno.
Niente progetti chiavi-in-mano e poi via. La struttura cresce con il territorio, oltre i bandi e i cicli di finanziamento.
Conosciamo persone, lavoro, storie e legami che già esistono ma non si vedono. Emergiamo dal basso, una conversazione alla volta.
Trasformiamo gli ascolti in contenuti che durano: video, ritratti, schede, percorsi di lettura. Persone prima dei prodotti, origini prima dei cataloghi.
Costruiamo lo spazio pubblico dove tutto questo vive: portale, mappa, archivio, punto di contatto reale. Non un sito celebrativo: la nuova infrastruttura digitale del territorio.
Continuiamo a produrre, ad accompagnare nuovi aderenti, a far evolvere la piattaforma. Si parte con un ente o un consorzio, ma la struttura dura oltre i bandi.
Cinque progetti territoriali, attivi o in costruzione. Si parte sempre da un luogo concreto.
Undici piccole imprese di paese che ora si conoscono fra loro, e i loro clienti se ne sono accorti.
Le officine, i laboratori e le filiere industriali che producono qualità italiana esportata nel mondo, raccontate per chi le abita e per chi le cerca.
Il mare, la costa, le piccole filiere che lo nutrono raccontate per chi vive di pesca e per chi ne vive il sapore.
Le filiere alimentari del Nordest viste come comunità, non come settori.
Un metodo di racconto del Made in Italy che parte dai cluster reali, non dalle astrazioni.
Commissionato dall'ente, dal consorzio o dall'associazione di categoria. Le piccole imprese aderenti non pagano per esserci. Lavoriamo con budget pubblici, fondi associativi, contributi camerali, bandi regionali o nazionali e finanziamenti misti pubblico-privato.
Il primo blocco va dai sei ai dodici mesi e produce portale, prime storie, attivazione delle piccole imprese. Da lì continuiamo a produrre, accompagnare, far evolvere. Restiamo finché il territorio cresce, e progettiamo perché il valore duri oltre il nostro coinvolgimento.
Testi, video, fotografie e schede restano di proprietà dell'ente o del consorzio committente. Le piccole imprese mantengono pieno controllo della propria scheda e della propria voce. Markevia non rivendica diritti di sfruttamento commerciale autonomo: produciamo per il territorio, non al posto del territorio.
Con un modulo unico sul portale e selettore di tipologia (commercio, manifattura, agroalimentare, servizi, ricettività). Da lì organizziamo conversazione, raccolta materiali, produzione contenuti, pubblicazione scheda. L'adesione è gratuita per le piccole imprese dei territori coinvolti e resta sempre revocabile.
Sì. Il progetto è compatibile con i bandi sui distretti del commercio, sui consorzi di tutela, sui distretti manifatturieri, e con le misure PNRR su turismo, cultura, transizione digitale e attrattività delle aree interne. Affianchiamo l'ente nella candidatura e nella rendicontazione.
Il portale resta vivo e di proprietà del committente. Le storie già prodotte restano accessibili e indicizzate. Il sostegno può venire da rinnovo pubblico, contributo annuale degli aderenti, sponsorship territoriali o bandi successivi. Progettiamo perché la struttura non collassi alla fine del primo ciclo.
Sì, e sono spesso le protagoniste vere. Non serve sito, social attivi, materiali pronti. Ci spostiamo fisicamente, ascoltiamo, raccogliamo, scriviamo. Il portale diventa la prima presenza digitale strutturata, e da lì la scheda funziona come riferimento ufficiale su Google, mappe e motori di ricerca generativa.
Sì. Molti progetti partono da un comune o un'unione e si espandono al distretto, alla provincia, alla regione. Il portale ospita più territori sotto la stessa infrastruttura con identità coerente. Si inizia in piccolo, si valida, si aggrega quando i tempi sono maturi.
Se rappresenti un ente pubblico, un consorzio, un distretto manifatturiero o un'associazione di categoria, parliamone: ascoltiamo, capiamo, e ti diciamo se ha senso lavorare insieme.